Salvatore Mannuzzu
Motivazione
Per aver svolto la sua opera in più campi, ottenendone esemplari risultati. Ricco di grande umanità, saggio per la Sua cultura ed esperienza giuridica, colto per la sua notevole produzione letteraria internazionale, è esempio del Cittadino Sassarese che ha dedicato alla Sua città con affetto e partecipazione la propria professione, l’attività sociale e letteraria.
Profilo
Salvatore Mannuzzu (Pitigliano, 7 marzo 1930 – Sassari, 10 settembre 2019) è stato magistrato, politico e scrittore, tra le figure più autorevoli della cultura sarda del secondo Novecento.
Laureatosi in Giurisprudenza con il massimo dei voti nel 1952, entrò in Magistratura nel 1955, avviando una brillante carriera giuridica. Collaborò con importanti riviste giuridiche nazionali e fu per due mandati membro del Consiglio Giudiziario della Sardegna.
Dal 1976 al 1987 fu protagonista anche della scena politica nazionale: eletto per tre legislature consecutive alla Camera dei Deputati come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, si distinse per l’intensità dell’impegno e l’autorevolezza dei ruoli ricoperti. In particolare, fu presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera per due legislature, dal 16 aprile 1980 all’11 luglio 1983 e dal 21 luglio 1983 al 1° luglio 1987. La sua attività parlamentare fu intensa e significativa: presentò ben 86 progetti di legge e intervenne 179 volte nei dibattiti, lasciando un’impronta profonda nella vita istituzionale del Paese.
Terminata l’esperienza parlamentare, diresse per alcuni anni la sezione giustizia del Centro Studi e Iniziative per la Riforma dello Stato, istituito nel 1972 su iniziativa del PCI e presieduto inizialmente da Umberto Terracini. In seguito, si dedicò con continuità e passione alla scrittura, attività che proseguì fino agli ultimi anni di vita. In ambito accademico, fu docente di Diritto delle immunità parlamentari presso l’Università di Sassari. Ricoprì anche il ruolo di vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna.
La sua carriera letteraria ebbe inizio nel 1962 con il romanzo Un Dodge a fari spenti, pubblicato sotto lo pseudonimo di Giuseppe Zuri. Il successo arrivò però nel 1989 con Procedura, opera con cui vinse il Premio Viareggio. Il romanzo, considerato un precursore del “giallo sardo”, ispirò il film Un delitto impossibile, diretto da Antonello Grimaldi nel 2000.
Mannuzzu è considerato, insieme a Giulio Angioni e Sergio Atzeni, uno dei fondatori della Nouvelle Vague letteraria sarda, movimento che ha profondamente rinnovato la narrativa dell’isola, proiettandola nel panorama europeo contemporaneo.