Andrea Padula
Motivazione
Ha “messo al servizio della collettività, con un impegno costante sviluppatosi nell’arco di oltre 40 anni, la sua intelligenza, il suo non comune senso professionale e le sue impareggiabili doti umane, volte ad alleviare le sofferenze ”.
Profilo
Il professor Andrea Padula è stato una delle figure più illustri della medicina sassarese del Novecento: primario dell’ospedale civile di Sassari per oltre trent’anni, unico socio onorario del Rotary Club di Sassari e insignito del Premio Parajo d’Oro nel 1976 per meriti straordinari nel campo della sanità e per il servizio reso alla collettività.
Nato a Fondi nel 1904, conseguì la laurea all’Università di Napoli nel 1929. Lavorò poi a Roma e a Genova, da dove, al seguito del clinico Agrifoglio, giunse a Sassari nel 1940 come assistente con mansioni di aiuto presso la clinica universitaria. Da Sassari non si allontanò più, sposò Stella Briasco e si fece apprezzare non solo per il suo valore scientifico, ma anche per le sue qualità umane.
Richiamato sotto le armi e assegnato all’ospedale militare, a guerra finita nel 1946 gli fu affidato l’incarico di primario dell’ospedale civile della SS. Annunziata di Sassari, che, grazie alla sua opera, si sviluppò fino a diventare un moderno e attrezzato nosocomio. Proprio grazie a lui, già nel 1952, si cominciò a praticare la chirurgia toracica. Qui, soprattutto, mise la sua esperienza e la sua dottrina, accompagnate da un vivace spirito organizzativo, al servizio degli ammalati.
La stima di quelli che ormai erano diventati suoi concittadini si tradusse in un largo successo elettorale quando, nel 1946, si presentò alle elezioni municipali come indipendente nelle liste della Democrazia Cristiana. Ma l’impegno nella vita amministrativa cittadina fu di breve durata: convinto di non poter conciliare l’attività professionale con la continuità e l’assiduità richieste dall’amministrazione comunale, preferì abbandonare la politica.
Al lavoro si consacrò completamente, senza risparmiare tempo né energie, fino al giorno in cui, nel 1975, fu costretto ad andare in pensione. Morì nel luglio 1983, all’età di 79 anni, circondato dall’affetto della famiglia e della sua città.