Gavino Negroni
Motivazione
Autentico sassarese, dopo essersi brillantemente laureato in medicina, ottenne una borsa di studio presso i laboratori della fondazione imperiale di Londra per le ricerche sul cancro e si trattenne poi a Londra per venticinque anni, diventando ricercatore di fama internazionale e partecipando come relatore principale a moltissimi congressi. Nel 1974 il dott. Negroni accetta un invito del dott. Bua, presidente dell’Ente Ospedaliero, e rientra in silenzio a Sassari per istituire un centro di ricerche di virologia oncologica e per creare nella sua città una scuola capace di sviluppare le sue ricerche. L’uomo, con la consueta modestia, lavora esclusivamente per il risultato delle ricerche e non certo per la carriera personale, in mezzo a molte difficoltà. La consegna del Parajo d’oro al dott. Negroni ha pertanto un significato particolare e cioè vuol richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza del centro di ricerche e sulla necessità che la preziosa opera del dott. Negroni non vada perduta.
Profilo
Sassarese, Gavino Negroni lo è non soltanto per nascita, ma soprattutto, si direbbe, per costituzione. A Sassari, Negroni studiò e si laureò in Medicina e Chirurgia, a soli 23 anni e con il massimo dei voti. Subito dopo la laurea, iniziò la sua attività di ricercatore e studioso.
Nel 1953 ottenne una borsa di studio e si trasferì a Londra, nei laboratori della Fondazione Imperiale per la Ricerca sul Cancro. La borsa di studio fu rinnovata fino al 1955. In quegli anni, accettò l’invito ad associarsi come “ricercatore stabile” all’Istituto della stessa Fondazione in Gran Bretagna. A Londra, il professor Negroni trascorse 25 anni, partecipando anche a ricerche sul raffreddore e formandosi nelle tecniche di coltura tissutale. Inoltre, divenne docente e formatore per studenti aspiranti alla laurea in Filosofia e materie biologiche.
Nel frattempo, partecipò a numerosi congressi internazionali, venendo invitato come relatore principale in molti di essi. Nel 1954 fu a Londra, per il simposio CIBA sulle ricerche sulla leucemia. Dieci anni dopo, prese parte a un congresso a Torino, dove presentò una relazione sugli studi relativi all’eziologia della leucemia umana. L’anno seguente intervenne al congresso internazionale di ematologia a Strasburgo, partecipando al simposio sul ruolo dei micoplasmi nella leucemia umana. Nel 1967 fu a Houston, in Texas, per il simposio sull’eziologia delle leucemie, e nel 1969 partecipò a quello di Perugia dedicato all’immunologia oncologica. In quegli anni, Negroni, oltre ad approfondire le proprie conoscenze, contribuì direttamente all’elaborazione di studi fondamentali per la medicina moderna.
Nel 1974 fece ritorno a Sassari. Accettò l’invito dell’allora presidente dell’Ente Ospedaliero, dottor Mario Bua, e tornò in città con l’obiettivo di fondare un centro di ricerca in virologia oncologica. Gavino Negroni intendeva formare un’équipe capace di recepire e sviluppare i suoi studi e le sue ricerche. Tuttavia, molte furono le difficoltà, soprattutto di natura burocratica, che ostacolarono l’effettivo decollo del centro.
Fu così che la consegna del Parajo d’Oro al dottor Negroni assunse anche il significato di un forte richiamo all’attenzione pubblica sull’importanza del centro di ricerca, che avrebbe dovuto svilupparsi e progredire.