Francesco Cossiga
Motivazione
Una dedizione totale al Paese, una preoccupazione costante per i problemi della società, un legame privilegiato con la Sardegna e la sua Sassari: queste le note che caratterizzano da più di 25 anni l’attività politica di Francesco Cossiga. Un sassarese che si è imposto all’attenzione e all’affetto di tutti gli italiani proprio per questa concezione di servizio che ha voluto imprimere al mandato che gli hanno affidato i suoi conterranei. Un docente di vasti studi, un uomo che ha avuto in sé una motivazione interiore a questa disponibilità totale nella militanza cattolica e nella profonda fede. Questo è Francesco Cossiga così lo conosciamo noi e la nazione. Ma noi abbiamo qualcosa di più in comune: la “sassareseria” che non è solo un riferimento anagrafico, ma respirare, vivere, gioire e anche soffrire questa nostra Sassari che qualcosa di speciale deve pur avere se è riuscita a dare in pochi lustri tanto contributo di uomini e di idee al Paese. […] Esempio di grande rettitudine, di sensibilità umana e sociale, ha onorato la sua città con le sue qualità morali e con la serietà della sua azione, al servizio del Paese.
Profilo
Francesco Cossiga (Sassari, 26 luglio 1928 – Roma, 17 agosto 2010) è stato uno dei protagonisti della Prima Repubblica, della quale divenne anche Presidente. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Sassari, intraprese la carriera accademica come docente di Diritto Costituzionale, ruolo che mantenne parallelamente all’impegno politico.
Entrò nella vita politica nazionale con la Democrazia cristiana, venendo eletto deputato per la prima volta nel 1958 e riconfermato per sei legislature consecutive. Nel corso della sua lunga carriera ricoprì incarichi di grande rilievo: fu sottosegretario alla Difesa (1966–1968), Ministro dell’Interno (1976–1978) — durante il drammatico rapimento di Aldo Moro, gestito secondo la cosiddetta "linea della fermezza" — e Presidente del Consiglio dei Ministri dal maggio 1979 all’ottobre 1980.
Nel 1983 fu eletto Senatore e, il 12 luglio dello stesso anno, divenne Presidente del Senato della Repubblica. Due anni più tardi, nel 1985, fu eletto Presidente della Repubblica, diventando il più giovane Capo dello Stato nella storia italiana fino ad allora.
Nell’aprile 1992, sostenendo che un nuovo Presidente della Repubblica, forte del mandato appena ricevuto, avrebbe potuto affrontare più efficacemente la crisi politica del Paese, Cossiga rassegnò le dimissioni con un lieve anticipo rispetto alla scadenza naturale del settennato. Divenuto Senatore a vita, non rientrò nelle file della Democrazia cristiana e aderì al gruppo misto del Senato. Negli anni successivi continuò a essere presente sulla scena politica italiana e, nel 1998, promosse la costituzione dell’Unione Democratica per la Repubblica (UDR), formazione autonoma di centro, nata con l’obiettivo di aggregare una vasta area di forze moderate, alternative alla sinistra.
Nonostante l’intensa attività a livello nazionale e internazionale, Cossiga mantenne un forte legame con la Sardegna e con la sua città natale, Sassari. Difese più volte gli interessi dell’isola, sottolineando la necessità di una maggiore autonomia e di un piano di sviluppo economico più incisivo per la regione. Anche dopo la fine del mandato presidenziale, continuò a frequentare Sassari, partecipando attivamente alla vita culturale e accademica del territorio.
Ricevette il “Parajo d’Oro”, uno dei massimi riconoscimenti assegnati allora ai cittadini sassaresi illustri, all’età di 55 anni. Nel corso della sua carriera era stato già più volte Ministro, due volte Presidente del Consiglio, docente universitario e figura di primo piano della politica italiana del Novecento.
Francesco Cossiga si spense a Roma il 17 agosto 2010, lasciando un’eredità politica complessa e una profonda impronta nella storia della Repubblica Italiana.