Gavino Tilocca
Motivazione
Per la benemerenza civica di aver con la sua arte onorato la città in cui è nato e in cui opera e aver diffuso in area nazionale e internazionale l’espressione artistica della genuina Sardegna e della fresca ispirazione di un sardo autentico.
Profilo
Nato a Sassari nel 1911, Gavino Tilocca fu un artista di rilievo nel panorama sardo del XX secolo.
Fin da giovane mostrò una spiccata inclinazione per il disegno e la modellazione, competenze che affinò nel laboratorio di marmista del padre. Dopo gli studi superiori, si trasferì a Carrara, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti sotto la guida di Arturo Dazzi, diplomandosi nel 1932. Poco più che ventenne, partecipò nel 1933 alla sua prima mostra, a Cagliari, e in seguito prese parte a tutte le più importanti esposizioni artistiche tenutesi in Sardegna.
Nel 1937, ancora giovanissimo, esibì per la prima volta le sue opere fuori dall’isola, alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Napoli. Seguirono la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia, la Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano (1941) e ancora Roma, alla Mostra Nazionale del Ritratto Femminile Contemporaneo, solo per citare alcune delle sue innumerevoli partecipazioni a mostre ed eventi nazionali.
Si dedicò anche alla scultura monumentale, realizzando opere per chiese e spazi pubblici in Sardegna. Negli anni ’50, Tilocca si avvicinò alla ceramica, ispirato dall’architetto Vico Mossa. Dopo un periodo di formazione ad Albisola, Roma e Firenze, iniziò a produrre opere ceramiche caratterizzate da figure stilizzate ispirate al mondo nuragico. Le sue creazioni ottennero riconoscimenti in diverse manifestazioni, come la Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato di Firenze e la Mostra Nazionale dell’Arredamento di Monza.
Nel 1960, assunse la direzione del laboratorio di ceramica presso l’Istituto d’Arte di Sassari e iniziò l’attività di insegnamento, incarico che mantenne per molti anni, influenzando generazioni di artisti. Tra le sue opere pubbliche di questo periodo spiccano le decorazioni per edifici scolastici, oltre a monumenti commemorativi in varie località sarde.
Verso la metà degli anni ’70, Tilocca si allontanò progressivamente dalla ceramica, concentrandosi su sculture in pietra e altri materiali. Morì a Sassari nel 1999.
Le sue opere, esposte in mostre nazionali e internazionali, sono oggi conservate in importanti istituzioni culturali, come lo Spazio Ilisso di Nuoro. Riconosciuto per la sua capacità di fondere tradizione e modernità, Gavino Tilocca è considerato un maestro della scultura e della ceramica sarda.