Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno

Motivazione

Eterna adolescente, avventurosa ragazza che incarna la fanciullezza e vuole rimanere bambina, libera, instancabile lettrice, con qualche tratto individuale, autrice di canzoni, illustratrice e saggista eclettica, intrisa del miglior humor sassarese… semplice, sincera ed a suo modo dolce, riservata ma contestatrice… esempio più autentico dell’arguta cultura classica della provincia italiana.

Profilo

Bianca Pitzorno, nata a Sassari il 12 agosto 1942, è una delle più importanti scrittrici italiane di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Con oltre sessanta pubblicazioni, le sue storie hanno affascinato lettori sia in Italia che all'estero, grazie alla traduzione delle sue opere in numerose lingue.​
Dopo la laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Cagliari, con una tesi in archeologia preistorica, Pitzorno si trasferì a Milano per specializzarsi in cinema e televisione presso la Scuola Superiore delle Comunicazioni. Qui iniziò una lunga collaborazione con la RAI, contribuendo a programmi culturali come "Sapere" e "Tuttolibri", oltre a trasmissioni per ragazzi quali "Chissà chi lo sa?", "Il Dirodorlando" e "L'albero azzurro".
Ha esordito come scrittrice nel 1973 con “Sette Robinson su un’isola matta”. Tra i suoi titoli più noti si annoverano “La casa sull’albero” (1984), “Streghetta mia” (1988), “Ascolta il mio cuore” (1991), “L’incredibile storia di Lavinia” (1985), “Tornatràs” (2000) e “L’Amazzone di Alessandro Magno” (1977). Le sue opere, spesso caratterizzate da protagoniste femminili forti e indipendenti, mescolano elementi realistici e fantastici, affrontando temi come l’ingiustizia sociale, l’emancipazione e la solidarietà.
Oltre alla scrittura, Pitzorno ha scritto testi teatrali, sceneggiature televisive e saggi e ha svolto un ruolo significativo come traduttrice, portando in italiano opere di autori come J.R.R. Tolkien, Sylvia Plath e David Grossman. Il suo impegno culturale si estende anche alla solidarietà internazionale: dal 1995 ha collaborato con la Biblioteca Ruben Martinez Villena all'Avana, Cuba, promuovendo la diffusione della letteratura italiana tra i giovani lettori cubani. ​ Dal 2000 è ambasciatrice UNICEF.
Negli ultimi anni, si è dedicata anche alla narrativa per adulti. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Andersen e il Premio Cento nel 1988 per "La bambola dell'alchimista". Nel 1996, l'Università di Bologna le ha conferito la laurea honoris causa in Scienze della Formazione, e nel 2012 è stata finalista al prestigioso Hans Christian Andersen Award, considerato il Nobel della letteratura per l'infanzia.
Bianca Pitzorno vive a lavora a Milano.