Camillo Bellieni
Motivazione
Nato a Sassari nel 1893, ancora studente partecipò con entusiasmo alla vita pubblica e culturale della sua città. Conseguì due lauree in giurisprudenza e in filosofia; partecipò alla guerra 1915-1918 come ufficiale della Brigata Sassari, e vi fu decorato di medaglia d’argento al valore militare. Dopo la vittoria fu tra i primi fervido animatore del movimento organizzativo dei combattenti sardi e della formazione del partito sardo di azione. Dopo l’avvento del fascismo, del quale fu deciso oppositore, si dedicò esclusivamente all’insegnamento negli istituti superiori ed a ricerche di storia e di storia del diritto, dando alle stampe il risultato dei suoi studi con diverse pubblicazioni, fra le quali “La Sardegna e i Sardi nella civiltà del mondo antico”, in due volumi ai quali farà ora seguito altra impegnativa opera dal titolo “La Sardegna e i Sardi nella civiltà dell’Alto Medioevo”, della quale è imminente la pubblicazione. Esempio di carattere, di virtù civiche e civili, di elevata cultura, in ogni aspetto d’una vita dedicata alla patria italiana e sarda, ed in particolare alla sua città, ai cui problemi partecipa tuttora con scritti nel quotidiano locale.
Profilo
Camillo Bellieni è stato uno storico, filosofo e politico sardo, teologo del sardismo, principale ideologo e cofondatore del Partito Sardo d'Azione. Nato a Sassari nel 1893 da Nicola Bellieni, farmacista di origini comasche, e da Elisabetta Marras, trascorse la sua infanzia a Thiesi. Conseguì la maturità classica nel 1911. Ancora studente, esprimeva il suo dinamismo con un’attiva partecipazione alla vita locale, che si dissociava dal costume politico tradizionale, esprimendosi piuttosto in forme idealistiche e culturali nuove. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come soldato semplice, combattendo anche nella Brigata Sassari. Nel 1915, sul Carso, conobbe Emilio Lussu; gravemente ferito in battaglia, nel 1917 venne congedato e insignito della medaglia d’argento.
Dopo il conflitto, si dedicò con entusiasmo all’inquadramento dei reduci e fu tra i promotori del Movimento dei Combattenti Sardi, contribuendo alla nascita del Partito Sardo d'Azione.
Nel contempo riprese gli studi, conseguendo così le lauree in Giurisprudenza a Sassari nel 1916, in Filosofia a Roma nel 1920 e in Paleografia e Dottrina Archivistica a Napoli nel 1924. La passione per i libri lo portò a partecipare a un concorso per bibliotecari, nel quale risultò primo nella graduatoria dei vincitori. Ostile al fascismo, fu sospeso dalla direzione della Biblioteca dell'Università di Bologna e costretto a insegnare in diverse città italiane, dove fu costantemente pedinato. Si dedicò quindi alla ricerca storica, analizzando le vicende della Sardegna in età antica e medievale con un approccio in parte diverso rispetto al passato. Tornato in Sardegna nel 1943, lavorò come bibliotecario all'Università di Sassari e partecipò alla riorganizzazione del Partito Sardo d'Azione, opponendosi alla corrente socialista di Emilio Lussu. Dopo il pensionamento si trasferì a Napoli, dove morì nel 1975. Le sue spoglie riposano a Sassari, avvolte dalla bandiera dei quattro mori.
Oltre a una copiosissima serie di appassionati lavori di carattere politico, tra le sue opere si ricordano La Sardegna e i Sardi nella civiltà del mondo antico (1928-31), La Sardegna e i Sardi nella civiltà dell’Alto Medioevo (1928) ed Eleonora d’Arborea (1929). Nel 1989 è stato fondato l'Istituto di Studi e Ricerche "Camillo Bellieni", a lui dedicato, per promuovere la lingua e la cultura sarda.