Stanis Dessy

Stanis Dessy

Motivazione

L’esempio forse più rappresentativo di chi ha scelto deliberatamente di essere sassarese senza essere nato a Sassari e ha proseguito questo intento da oltre mezzo secolo, sia affezionandosi alla città prescelta, sia onorandola in patria e all’estero col magistero della sua arte.

Profilo

Poliedrico artista sardo (Arzana, 1900 – Sassari, 1986), fu pittore, incisore di fama internazionale, scultore, designer di mobili e ceramiche, oltre che caricaturista e illustratore. Insegnò incisione a Sassari, inizialmente nella Scuola d’Arte da lui fondata, che in seguito, per iniziativa del Governo, venne trasformata in Istituto d’Arte, sotto la direzione artistica di Filippo Figari.
Da Arzana, suo paese natale, si trasferì a Cagliari per gli studi classici e successivamente a Roma nel 1917, grazie a una borsa di studio, per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Durante il periodo romano, entrò in contatto con artisti come Duilio Cambellotti, Giovanni Prini e i futuristi Giacomo Balla e Filippo Tommaso Marinetti. ​
L'esperienza romana segnò fortemente Dessy, soprattutto il rapporto con Calcagnadoro che lo guidò al disegno e all'incisione. Nel 1921 tornò a Cagliari, dove collaborò con artisti locali tra cui Francesco Ciusa, con il quale sperimentò la ceramica e la scultura. Nel 1923, espose una scultura alla Quadriennale di Torino e iniziò a collaborare come illustratore per la rivista "Il Nuraghe". Nel 1924 si fidanzò con Ada Dessy (figlia del tipografo Vincenzo Dessì) e dal 1926 si stabilì a Sassari. Qui frequentò artisti come Mario Delitala, Eugenio Tavolara e Mario Paglietti. In questo periodo, realizzò alcuni dei suoi dipinti più importanti e partecipò alla I Biennale d'Arte Sarda nel 1928. ​
Stanis Dessy ebbe una svolta nella sua produzione a partire dall'inizio degli Anni Trenta. La sua carriera internazionale lo portò a partecipare alla II Mostra Internazionale d'Incisione di Chicago nel 1930 e alla Biennale di Venezia nello stesso anno. Nel 1934, lavorò alla decorazione della cattedrale di Alghero e della chiesa di Orani. Nel 1935, vinse ex aequo con Delitala il premio per la xilografia nei Concorsi della Regina.
Dagli Anni Trenta, la maturità artistica ebbe modo di manifestarsi con lo sfollamento per la guerra trascorso nel paese di Padria, un piccolo centro del Logudoro: Stanis Dessy divenne così intimista, con una vena di crepuscolarismo gozzaniano; la quiete della campagna divenne soggetto di innumerevoli opere, incisioni e tele.
Il Dopoguerra fu per lui un periodo caratterizzato dall'insegnamento all'Istituto d'Arte, alcune importanti commissioni, numerose collaborazioni con la stampa quale critico, la produzione (soprattutto incisoria) e la famiglia, accresciutasi già da anni con l'arrivo dei figli (amatissimi, suoi soggetti per ritratti a incisione e su tela).